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La Normativa della Cooperazione

La pagina contiene una breve descrizione del contesto e della normativa di riferimento della cooperazione internazionale allo sviluppo, e rimanda al Sito istituzionale per il testo completo delle relative leggi.

 A partire dagli anni ’90 la cooperazione allo sviluppo degli attori decentrati (nel senso più ampio del termine, quindi non solo riferito alle tradizionali organizzazioni non governative di sviluppo, ma ad altri nuovi attori, tra cui in particolare le autorità sub-statali) acquisisce un’importanza via via crescente.
Il riconoscimento di un fallimento, almeno parziale, della metodologia legata alla cooperazione tradizionale fa si che si affermi sempre di più la necessità di coinvolgere attori non statali ed autorità locali, promuovendo azioni partenariali tra questi.
Si sta sempre più imponendo, anche al livello internazionale, il principio della concorrenza tra potestà legislativa regionale e nazionale nel campo delle relazioni internazionali e la riforma del Titolo V della Costituzione Italiana contiene alcune innovazioni per quanto riguarda il ruolo delle istituzioni regionali nei rapporti internazionali.

La tendenza è verso una cooperazione che non vede più come protagonisti i soli Governi centrali ma l'insieme delle forze pubbliche e private, sociali ed economiche, lucrative e non lucrative, dei due territori (quello italiano e quello del paese partner) che operano in un quadro promosso e coordinato dalle pubbliche amministrazioni locali. 

Questo è dovuto alla crescente consapevolezza della grande importanza che riveste una collaborazione stretta tra singole realtà locali dei paesi in via di sviluppo interessate a processi di crescita e omologhe realtà locali espressione di paesi a maggior grado di sviluppo.

L'Unione Europea ha già da tempo assunto questa prospettiva che parte dalle esigenze e dalle iniziative locali per inquadrare i propri principi di intervento. Il testo normativo che regola il sostegno dell'Unione a tali attività è il Regolamento (CE) n.1659/98 del Consiglio Europeo

La normativa italiana è regolata principalmente dalla Legge 49/87 e dal relativo regolamento di attuazione (D.P.R. 12 Aprile 1988, n.177), e gran parte delle Regioni italiane hanno disciplinato la materia con proprie leggi regionali.

Le leggi di riferimento della Regione Piemonte  sono:

  • L.R. 67/95 "Interventi regionali per la promozione di una cultura ed educazione di pace, per la cooperazione e la solidarietà internazionale";
  • L.R. 50/94 "Iniziative per l'attuazione di accordi di collaborazione fra la Regione ed entita' istituzionali di Paesi esteri"
  • L.R. 4/82 "Istituzione del Comitato Regionale di solidarietà e partecipazione della Regione a Comitati di soccorso".

Nell'ambito delle attività del Settore Affari Internazionali, le attività svolte in attuazione delle L.R. 67/95 e 50/94 svolgono spesso un ruolo complementare, essendo ormai numerosi i paesi con i quali la nostra Regione ha stipulato accordi di collaborazione e che contemporaneamente sono destinatari di iniziative di cooperazione allo sviluppo.
La L.R. 4/82 prevede invece che gli interventi vengano deliberati dal Comitato di Solidarietà che si avvale per la loro attuazione degli uffici competenti della Giunta Regionale.

Unitamente alle citate leggi regionali vegono attualmente approvati Piani Annuali di attuazione, che contengono le priorità e i criteri generali di interventi.

I testi completi delle leggi nazionali e statali sono consultabili sul sito isituzionale del Settore Affari Internazionali al seguente indirizzo: http://www.regione.piemonte.it/affari_internazionali/normativa.htm

 

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